Tradizioni in viaggio

Conoscere l’Uganda. Viaggio nel cuore dell’Africa

Un viaggio nella madre terra, nel cuore dell’Africa, per conoscere l’Uganda, le sue tradizioni e usanze.

Dov’è l’Uganda

L’Uganda, ufficialmente Repubblica dell’Uganda è un paese dell’entroterra dell’Africa Orientale con capitale Kampala. Confina con il Sudan del Sud, Kenya, Tanzania, Ruanda, Repubblica Democratica del Congo. Conoscere l’Uganda vuol dire fare un viaggio nel cuore dell’Africa.

L’Uganda ha un doppio volto, un animo lacerato da decenni di guerra civile e un altro lato che resiste che guarda al turismo, alla rinascita. Un paese fiorente. Io ti parlo di alcune su caratteristiche e particolarità legati a popoli, usi e costumi.

Perchè visitare l’Uganda

Dal punto di vista paesaggistico e naturalistico il Nord Uganda è meraviglioso. Questa area è piena di animali selvaggi, ci sono alcuni parchi importanti e alcune zone molto belle come il Murchison Falls park dove con visite guidate potrai vedere ogni tipo di animale e inoltre spostarti fino alle Murchison Falls.

L’Uganda è un paese molto turistico. Io non lo sapevo. O meglio pensavo che fosse solo un paese povero e anche un pò pericoloso. Questo prima di documentarmi 5 anni fa per un viaggio esperienziale e di volontariato con una associazione di volontariato italiana locale di cui faccio parte (Insieme si Può…)

Per conoscere meglio l’Uganda e le sue tradizioni e usanze bisogna andare a capire le divisioni delle etnie, delle zone he degli usi locali molto variegati con molte tribù differenti.

Uganda del Nord

La regione del Uganda del Nord, che ho visitato spostandomi tra Gulu e la Karamoja, è uno dei territori più insanguinati dell’Africa e più poveri del mondo. La guerra civile qui lascia ancora i suoi segni sulle popolazioni e sulle nuove generazioni. Ci sono moltissimi orfani di guerra ma c’è anche una grande forza di volontà di ricominciare con attività di agroforesty, miglioramento con corsi di formazione e istruzione, grazie anche e soprattutto alle numerose ONG che operano qui.

Per i fotografi l’Uganda del Nord è una meta turistica ambita per via della straordinaria fauna come i gorilla di montagna , come giraffe, coccodrilli, facoceri, babbuini, leoni, iene e rinoceronti.

Uganda del Sud

L’Uganda del Sud si affaccia sul Lago Vittoria, il più grande lago africano. con la capitale Kampala che ha molte comodità di una metropoli. E’ centro commerciale e finanziario dell’Uganda. Qui le strade sono asfaltate e ci sono anche i centri commerciali, ma se volti l’angolo è pieno di baraccopoli (slums). Vivere qui significa vivere tra le lamiere e rifiuti con il progresso che a due passi avanza.

Senso stridente tra l’asfalto delle strade principali e le baracche dei poveri ai margini.

Le etnie dell’Uganda: tradizioni e usanze

Le etnie in Africa sono molte. La più antica è la twa (pigmei). La piu orgogliosa e testarda è quella dei Karamojong. Il Karamoja è una subregione dell’Uganda Nord orientale. I karimojong sono gli abitanti di questa zona emozionante alla vista, ma dal clima estremo. Sono una popolazione semi-nomade che si sussite principalmente di pastorizia.

Vive in una terra arida e difficile, dove ancora si regolano secondo il capo villaggio e i bambini si arrampicano a piedi nudi sulle rocce.

Qui, ospite nel centro della ONLUS-ONG“Insieme si può…” di Moroto, ho visitato varie scuole, il Matany Hospital che l’associazione sostiene con generi alimentari, latte in polvere, materiale scolastico e avviamento all’agroforesty e all’agricoltura.

La lingua ufficiale in Uganda è l’inglese insieme allo swaiili, insegnato nelle scuole. Nel nord dell’ Uganda la lingua più parlata è l’Acholi. Se ti chiamano Musungu, non offenderti è un appellativo simpatico per indicare l’uomo bianco.

In Acholi un detto molto usato è MOT MOT e cioè vai piano! Ripetilo spesso se ti capita di usare le moto taxi, che qui sono molto utilizzate per gli spostamenti dato che le strade sono polverose, dissestate e ci vuole tempo per raggiungere un centro dall’altro. I moto driver spesso si divertono a correre un pò, ma il panorama è mozzafiato!

Tradizioni e usanze ugandesi

Il Tempo: in Uganda, ma un pò in tutta l’Africa il tempo è qualcosa di diverso da come lo concepiamo noi. Si vive alla giornata e non c’è il desiderio di programmare troppo per i mesi futuri. Spesso se ti metti d’accordo per incontrarti ad un orario, quello può variare molto per un africano. Le 9:00 sono un orario indicativo e potresti trovarti ad aspettare anche un’ora.

Gli orari degli autobus sono indicativi. Quando sono atterrata a Kampala, ho dovuto aspettare un bus che mi avrebbe portato fino a Gulu (circa 5OO km). Una local guide mi ha spiegato che l’orario indicativo di partenza erano le 7.00 di mattina, ma non era detto che saremmo partiti a quell’ora (!). L’autobus sarebbe partito quando fosse stato pieno!

La danza e la musica: le etnie sono molte come già detto, ma una tradizione molto diffusa in Uganda è comunicare con la danza e la musica.

Durante le festività ma anche ogni giorno nelle scuole si sceglie di dedicare parte del tempo a questa attività. Nella scuola dell’orfanotrofio di Gulu, il St. Jude, ogni mattina i bambini recitavano la preghiera e ballavano ordinatamente sulle note dell’inno nazionale.

Durante la giornata spesso i bambini danzano come attività scolastica. Il giorno di ferragosto ho assistito ad una bellissima festa cantata e danzata.

In Karamoja, danzano i giovani guerrieri ( i karamojong) come rituale e le donne la domenica. Danzano per la pioggia arrivata, per loro vitale. Ho assistito ad una danza di ringraziamento per la terra e per noi visitatori, che secondo loro eravamo stati in grado di far piovere! Tradizioni e usanze che ti permettono di conoscere l’Uganda nella sua parte più vera.

La tradizione della danza e della musica hanno una funzione sociale in Uganda. Lo si fa per un matrimonio, per la raccolta, per la caccia, per le nascite e anche per la morte. Un ciclo vitale quindi fondamentale.

Usanze sociali: In Karamoja e in generale nell’Uganda del Nord, i maschi celibi che sono ancora alla ricerca di una sposa, vestono un cappellino con una piuma attaccata. Simbolo della loro ricerca di una donna per creare una famiglia.

Il ruolo delle donne in Uganda

Il ruolo della donna in Uganda, e in generale in Africa, è ancora molto legata al ruolo di cura della famiglia, degli anziani e dei bambini oltre che a lavori manuali nell’agricoltura.

I punti deboli sono la poca istruzione e le credenze di alcune zone e tribù come la maledizione della disabilità. Se una donna partorisce un figlio disabile, viene allontanata dalla famiglia di origine e spesso viene costretta ad abbandonare il figlio o lasciarlo in un centro di orfani. Lo status sociale di sottomissione e le violenze qui sono ancora molto diffuse.

Nel centro St. Jude di Gulu, ho potuto vedere un aspetto della vita sociale di queste zone martoriate dalla guerra. Le donne senza figli o con figli adulti, si offrono di diventare mammies, ovvero balie di bambini orfani o disabili che crescono in questi centri. Dietro un sussidio in termini di cibo e beni si impegnano a crescere questi bambini. Questo ruolo sociale è molto importante per il sostegno ai più deboli.

Le cooperative, le associazioni e gli aiuti umanitari stanno risanando la situazione ma in molte zone è ancora radicata la discriminazione e le barriere culturali sono ancora dure a cadere.

I punti forti sono la costante crescita negli ultimi 15 anni di una propensione all’istruzione, soprattutto nelle cittadine che si stanno ricostruendo un economia. Le donne studiano maggiormente, riescono ad inserirsi in contesti lavorativi come ospedali o centri come infermiere o assistenti oppure come lavoratrici professionali come sarte o parrucchiere.

Un esempio di grande lotta all’emancipazione femminile, e umanitaria, nel Nord Uganda è il Lachor Hospital creato da Lucille Tisdaele e Piero Corti. Oggi l’ospedale vanta circa ed uno degli ospedali più attrezzati del Nord Africa.

Qui molte donne lavorano, grazie al sostegno della fondazione Corti (ora gestita dalla figlia dei due medici, Dominique Corti) e alle numerose missioni e ONG che lo sostengono.

Cosa mangiare in Uganda

Il cibo in Uganda non ti deluderà. Ovviamente da vero viaggiatore dovrai adattarti ma non te ne pentirai. Anche il cibo è legato alle tradizioni e usanze di questa parte d’Africa e sapere apprezzare il cibo locale è anche conoscere l’Uganda.

Dal loro pane particolare, alla frutta fantastica e per noi poco costosa, fino alla carne e…al serpente. Ebbene sì. Il pitone qui si mangia e devo dirti che è delizioso. Non ha un aspetto strano, il sapore è un mix di carni e grazie ad un missionario di Gulu, ho potuto assaggiarlo con la polenta. Come si dice essere glocal!

Il chapati. Questa specie di roll, piadina è arrivata nell’Africa Orientale in Uganda dall’India, suo paese d’origine. Base di farina di mais, farina di Manitoba, olio, sale e poi il condimento che vuoi. Che sia mattina o sera il chapati è sempre buono!

Le banane Matoke. Questo è il nome utilizzato in Uganda per riferirsi ai frutti del platano, simili a grandi banane verdi, che costituiscono il principale alimento del paese.

La tradizione e usanza della preparazione del matoke prevede che i frutti vengano sbucciati, avvolti nelle foglie dell’albero e messi a bollire per un paio d’ore Con la bollitura, la polpa del frutto cambia colore e consistenza, da bianca e dura a giallognola e morbida. Il frutto bollito viene quindi schiacciato e viene solitamente servita avvolta in una foglia.

Molto usate insieme alle matoke e in accompagnamento ad altri piatti sono le arachidi con cui si prepara il burro di arachidi. E’ stata la mia principale colazione per quasi un mese, molto buono (anche se a lungo andare…!)

Le donne qui spesso lo preparano manualmente seguendo tradizioni e usanze locali.

Infine un altro piatto tipico è il coccodrillo , che purtroppo non ho assaggiato, ma che dicono sia ottimo con una carne tenera bianca simile al maiale ma molto sostanziosa.

Perchè scegliere un viaggio esperienziale

Ho rispolverato i ricordi di questo bel viaggio esperienziale e di volontariato dal cuore e dalla scrivania e grazie anche a Geco Expo (la fiera virtuale sulla sostenibilità che si svolgerà il 28-29-30 Gennaio 2021 con link a questa pagina) ho avuto la spinta per scrivere ancora di questo pezzo d’Africa.

Il mio obbiettivo, come quello di Geco Expo, è di portare a conoscenza del fatto che i viaggi ecosostenibili, esperienziali e legati ad un turismo autentico e responsabile sono possibili. Si può viaggiare, conoscendo, divertendosi e dando sostegno al territorio che si visita in vari modi.

Nel mio caso il viaggio in Uganda, è stato prevalentemente di volontariato, ma posso dire che è stato anche conoscenza di luoghi meravigliosi e di culture differenti. In varie forme, anche scegliendo dei posti eco-friendy dove poter vivere anche solo una parte del viaggio, in stretto contatto con la cultura locale.

Alla prossima tradizione in viaggio!

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